Jaeger-LeCoultre porta in boutique una capsule di rari segnatempo anni ’30, restaurati da un laboratorio interno: archivi, libro dedicato, nuovi cinturini. In vendita globale online dal 5 febbraio al 23.

New York, con la grammatica Art Déco, torna a fare da cornice a un’idea semplice: il passato, trattato con metodo, può diventare presente. Senza nostalgia, con precisione artigiana. Jaeger-LeCoultre porta nella boutique al 701 di Madison Avenue la quinta capsule del programma The Collectibles, dedicata a otto Reverso vintage prodotti fra il 1931 e il 1937. Un arco di anni breve ma decisivo: il primo decennio del Reverso, quando la forma si fissa e la funzione detta le regole.
Il Reverso nasce nel 1931 da una richiesta concreta: un segnatempo capace di resistere agli urti del polo, sport praticato in India dagli ufficiali militari britannici. La risposta è una cassa ribaltabile che protegge il quadrante e, insieme, un disegno di linee pulite. In poco tempo l’orologio supera l’origine sportiva, diventa oggetto di stile, si declina al maschile e al femminile e si reinventa senza cambiare identità: più di cinquanta calibri e un “secondo lato” in metallo pensato per incisioni, smalti o pietre.
La capsule newyorkese racconta tutto questo con otto pezzi diversi. C’è il Reverso 1931 dal quadrante nero, descritto all’epoca come “quadrante del futuro”, con minuteria chemin de fer e indici trapezoidali che oggi riecheggiano nel Reverso Tribute. C’è un Reverso bicolore del 1936 in acciaio e oro giallo 9 carati, animato dal Calibro 410: primo movimento di Manifattura sviluppato per il Reverso, introdotto nel 1933, con piccoli secondi a ore 6. Nei primi anni, per accelerare la produzione, la Maison si appoggiò anche a movimenti Tavannes per varianti maschili e femminili: una soluzione di transizione che aiuta a leggere l’evoluzione tecnica di quel decennio.

Il 1937 entra in scena con un Reverso a piccoli secondi e Calibro 413: sul quadrante nero compare il nome Jaeger-LeCoultre, segno della fusione tra Le Coultre e Jaeger e dettaglio che ancora l’oggetto al suo anno. Le declinazioni femminili mostrano la stessa capacità di adattamento: un Reverso 1931 Dame in oro giallo e bianco 18 carati, un esemplare con doppia firma destinato a pochi rivenditori, un raro cinturino Cordonnet “a corda” cromato, e due versioni con cinturini in vitello nero o marrone e quadranti scuri già attuali.

Dietro la vetrina c’è il laboratorio di restauro interno. Dieci maestri orologiai intervengono su movimenti e componenti, ricostruiscono a mano ciò che serve e attingono agli archivi storici per reperire parti d’epoca, preservando carattere e patina. Ogni orologio viene autenticato, restaurato e certificato secondo standard museali, accompagnato da un estratto d’archivio e da una copia del libro The Collectibles; quando non c’è un bracciale integrato in metallo, arriva anche un nuovo cinturino in pelle realizzato a mano.

La mostra è aperta al pubblico dal 5 al 23 febbraio 2026, dal lunedì al sabato. La vendita parte dal 5 febbraio anche online, mentre la boutique di Madison Avenue resta il punto esclusivo durante i giorni dell’esposizione. E qui il Reverso fa quello che gli riesce meglio: trasformare un gesto tecnico in un dettaglio di cultura materiale. E invita i collezionisti a diventare, letteralmente, custodi della sua storia.




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